- Il caso
- Cosa ha stabilito l’ACF
- Conclusioni
Il caso
Si era rivolto al nostro studio legale un signore anziano della provincia di Ancona con un profilo di rischio prudente che aveva affidato a una Banca la gestione dei propri investimenti. Nel corso degli anni aveva perso tutti i suoi risparmi. La Banca gli aveva fatto sottoscrivere diverse operazioni rischiose, oltre a una polizza unit linked.
Avevo parlato delle polizze unit linked in un altro articolo del mio blog, potete leggerlo al link qui sotto
Polizze Unit Linked: cosa sono e perché sono prodotti finanziari rischiosi – Michela Paolini
Cosa ha stabilito l’ACF
Il Collegio dell’ACF (Arbitro per le controversie finanziarie) ha esaminato la vicenda valutando sia gli investimenti proposti dalla Banca sia i questionari sottoscritti dal cliente.
L’avv. Paolini ha sostenuto davanti all’ACF che la Banca non avesse rispettato gli obblighi di adeguatezza previsti dalla normativa MiFID II, in quanto le raccomandazioni di investimento non erano adeguate al profilo di rischio.
L’ACF ha accolto la tesi dell’avv. Paolini e ha sottolineato la chiara discrepanza tra il profilo prudente del cliente e la rischiosità degli strumenti sottoscritti, evidenziando l’assenza di giustificazioni nei verbali di consulenza.
Il collegio ha quindi condannato la Banca a risarcire il cliente, calcolando l’importo come differenza tra il controvalore investito e quanto effettivamente percepito al momento della liquidazione degli investimenti.
Conclusioni
Questa pronuncia ribadisce un principio fondamentale: gli investitori devono ricevere dalle Banche proposte di investimento coerenti con il loro profilo di rischio.
Se si hanno dubbi sulla adeguatezza degli investimenti effettuati è sempre consigliabile rivolgersi alla propria Banca o con un avvocato che si occupa di diritto bancario e finanziario, per verificare eventuali violazioni e tutelare i propri diritti.
Scritto e pubblicato da avv. Michela Paolini | 25 febbraio 2026
