- Cos’è lo staff leasing?
- Come funziona
- Profili critici
- Conclusioni
Negli ultimi anni, il mercato del lavoro italiano ha visto una crescente diffusione di strumenti contrattuali flessibili, tra cui lo staff leasing. Il ricorso a tale tipologia contrattuale è frequente anche nel tessuto produttivo delle Marche – in particolare nelle province di Ancona, Macerata e Fermo – soprattutto nei settori del terziario, distribuzione e dei servizi.
Cos’è lo staff leasing
Lo staff leasing, o somministrazione di lavoro a tempo indeterminato, è una forma contrattuale attraverso la quale un’agenzia per il lavoro assume un lavoratore a tempo indeterminato e lo mette stabilmente a disposizione di un’azienda utilizzatrice.
Introdotto per la prima volta con il D. Lgs. 276/2003, venne liberalizzato e esteso dal D. Lgs. 81/2015.
A oggi lo staff leasing è sotto la lente della Corte di Giustizia UE (CGUE) per la sua compatibilità con la direttiva 2008/104/CE, che impone la temporaneità del lavoro tramite agenzia, tramite alcuni rinvii pregiudiziali alla Corte da parte dei Tribunali italiani (tra cui Trib. Milano e Trib. Reggio Emilia).
Come funziona
a) I soggetti coinvolti
Lo schema dello staff leasing si fonda su un rapporto trilaterale:
- Agenzia per il lavoro (somministratore): è il datore di lavoro formale
- Lavoratore: è assunto a tempo indeterminato alle dipendenze dell’agenzia
- Azienda/società utilizzatrice: beneficia della prestazione lavorativa
b) Quando è possibile ricorrervi
Le attività (art. 20, c. 3, D. Lgs. n. 276/2003) che possono permettere la stipula dello staff leasing possono essere individuate oltre che dai contratti collettivi nazionali e territoriali, anche dai contratti collettivi aziendali. Si può ricorrere allo staff leasing anche per l’esecuzione di servizi di cura e assistenza alla persona.
Il numero dei lavoratori somministrati a tempo indeterminato non può superare il 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l’azienda utilizzatrice.
c) Diritti del lavoratore
Il lavoratore ha diritto alla parità di trattamento economico con i dipendenti dell’azienda utilizzatrice che svolgono le stesse mansioni, inoltre ha diritto a un’indennità di disponibilità per i periodi in cui non è in missione (ossia in cui non è utilizzato da nessuna azienda).
Profili critici
- Rischio di utilizzo distorto: lo staff leasing può essere impiegato per aggirare vincoli di assunzione o ridurre il costo del lavoro.
- Rischio di somministrazione irregolare o fraudolenta: la normativa richiede che lo schema trilaterale sia reale e non meramente formale e i contratti di staff leasing possono essere conclusi solo da agenzie per il lavoro regolarmente iscritte all’albo nazionale.
- Continuità occupazionale solo formale: nonostante un contratto a tempo indeterminato, il lavoratore potrebbe avere dei periodi di missioni non continuative con conseguente inattività.
Conclusioni
Lo staff leasing rappresenta uno strumento in grado di conciliare flessibilità organizzativa per le aziende e supporto ai lavoratori anche con percorsi di crescita professionale. Tuttavia, tale tipo di contratto rischia di trasformare la somministrazione da strumento eccezionale di flessibilità a una modalità ordinaria di organizzazione del lavoro.
Scritto e pubblicato da avv. Michela Paolini | 1 aprile 2026
