- Il caso
- Normativa applicabile
- Cosa dice la giurisprudenza recente
- Conclusioni
Il caso
In una vita sempre più digitale, capita con frequenza che il licenziamento venga comunicato tramite WhatsApp, soprattutto nelle piccole e medie imprese di Ancona, Macerata e Fermo.
Il licenziamento comunicato così è valido dal punto di vista legale?
Normativa applicabile
Art. 2 L. 604/1966
1. Il datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, deve comunicare per iscritto il licenziamento al prestatore di lavoro.
2. La comunicazione del licenziamento deve contenere la specificazione dei motivi che lo hanno determinato.
3. Il licenziamento intimato senza l’osservanza delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 è inefficace.
4. Le disposizioni di cui al comma 1 e di cui all’articolo 9 si applicano anche ai dirigenti
Cosa dice la Giurisprudenza recente
Riporto qui di seguito pronunce di Tribunali di Merito dell’ultimo anno (2025) che a determinate condizioni ritengono che il licenziamento via whatsApp sia valido
a) Tribunale di Catania (Sent. n. 2261/2025)
Il Tribunale ha stabilito che un licenziamento comunicato tramite WhatsApp può essere valido, in quanto soddisfa la forma scritta richiesta dalla legge, se il messaggio è chiaro e documentabile. L’importante è che sia possibile attribuire in modo certo la comunicazione al datore e il lavoratore ne abbia conoscenza effettiva.
b) Tribunale di Napoli Nord (Sent. n. 1758/2025)
Il Tribunale ha ritenuto che la trasmissione del modulo UNILAV tramite messaggio WhatsApp costituisce una comunicazione di licenziamento sufficiente a soddisfare il requisito della forma scritta, in assenza di contestazione della ricezione da parte del lavoratore.
c) Tribunale di Napoli Nord (Sent. n. 4481/2025)
Il Tribunale afferma che la comunicazione via WhatsApp è potenzialmente idonea ad integrare la forma scritta, purché risulti evidente la provenienza dall’azienda e l’effettiva ricezione da parte del lavoratore.
Dalla giurisprudenza analizzata sopra emerge un orientamento comune sui requisiti minimi per ritenere valido il licenziamento intimato via WhatsApp:
- Chiarezza del contenuto: la comunicazione deve esprimere in modo inequivocabile la volontà di recedere dal rapporto.
- Identificabilità del mittente: deve essere chiaro che la comunicazione proviene dal datore o da un soggetto autorizzato.
- Prova della ricezione: il messaggio deve essere effettivamente ricevuto dal lavoratore (es. conferma di lettura le doppie spunte blu di whatsApp oppure una risposta)
In assenza di questi elementi, il rischio è che la comunicazione sia considerata inesistente o inefficace.
Conclusioni
La giurisprudenza più recente indica che non esiste un divieto all’uso di strumenti digitali come WhatsApp per comunicare un licenziamento, purché siano rispettati i requisiti essenziali. In ogni caso, è sempre bene informarsi da un avvocato di diritto del lavoro che saprà analizzare la situazione specifica.
Scritto e pubblicato da avv. Michela Paolini | 4 febbraio 2026
